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NO A STEMMA SOVIETICO COME MARCHIO COMUNITARIO
Lo stemma sovietico non puo' essere registrato come marchio comunitario. Lo ha deciso il Tribunale Ue.
Nella normativa ungherese, la falce, il martello e la stella rossa a cinque punte sono considerati ''simboli di dispotismo'' e il loro utilizzo e' dunque contrario all'ordine pubblico. La registrazione dello stemma sovietico come marchio comunitario deve essere quindi negata anche se esso è contrario all'ordine pubblico e al buon costume di un solo Stato membro.
Nel 2006 la Couture Tech Ltd, una societa' legata alle attivita' internazionali di uno stilista russo, ha presentato all'Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno (Uami), una domanda di registrazione come marchio comunitario di una raffigurazione dello stemma dell'ex Unione sovietica. L'Uami ha respinto la domanda richiamando a fondamento la normativa e la prassi amministrativa in taluni Stati membri (come Ungheria, Lettonia e Repubblica Ceca) dove il simbolo in questione sarebbe stato percepito come ''contrario all'ordine pubblico e al buon costume''.
La Couture Tech ha allora presentato ricorso dinanzi al Tribunale UE del Lussemburgo, la cui sentenza ha dato ragione all'Uami. Secondo i giudici, infatti, ''la registrazione di un marchio deve essere negata quando esso e' contrario all'ordine pubblico o al buon costume in una parte dell'Unione e tale parte puo' essere eventualmente costituita da un solo Stato membro''.
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